La storia
Per la prima volta il Dalai Lama si racconta in prima persona davanti alla macchina da presa, consegnandoci una sorta di testamento spirituale: i ricordi d'infanzia in Tibet, l'esilio, e soprattutto gli strumenti interiori con cui ha attraversato una vita difficile senza perdere il sorriso. Un dialogo intimo sulla gentilezza, sul perdono e sulla ricerca della felicità autentica.
Lontano da qualsiasi predica, il film è un invito semplice e universale: coltivare la compassione verso sé stessi e verso gli altri come strada quotidiana per vivere meglio. Un documentario adatto anche a chi non è credente, perché parla il linguaggio dei buoni sentimenti e della crescita interiore.
Frasi e messaggi
"La felicità non è qualcosa di già pronto. Nasce dalle nostre stesse azioni."
Il Dalai LamaUna visione che placa: esci più calmo, più gentile, più disposto a mettere gli altri prima di te.
Da vedere in famiglia perché…
Insegna — ai grandi come ai ragazzi — che la felicità si allena con la compassione e la gratitudine, non si compra. Un invito pacato alla crescita interiore, perfetto da commentare in famiglia.
Curiosità
Il progetto è nato dal desiderio di raccogliere la testimonianza diretta del Dalai Lama finché possibile; tra i produttori esecutivi figura l'attore Richard Gere, da anni vicino alla causa tibetana.